Antonio Mazzeo

Fu tra i migliori esponenti della nobile scuola della cartapesta leccese. Dell’inizio del ‘900, seppe tramandare una tradizione che tuttora si perpetua, caratterizzando le sue figure con una lavorazione fine e preziosa e nel contempo riuscendo a conferire ad ognuna di esse un’anima, la calda umanità della gente d’ogni giorno. Fu abile sia nella lavorazione della cartapesta che della creta e modellò figure di tutte le dimensioni, anche microscopiche.

Il “Cavaliere del Presepio”, come ebbe a definirlo Rossella Barletta nella commemorazione fattane su “La Tribuna del Salento” del 16 dicembre 1975, nacque il 16 giugno 1907 a Lizzanello (Lecce), e si appassionò sin da bambino all’arte della scultura tanto che il padre, possidente, lo iscrisse alla Scuola d’Arte di Lecce, dove condusse gli studi con passione e dedizione. Crebbe alla scuola di Sacquegna e Guacci, tra i maggiori esponenti dell’arte della cartapesta leccese, prima di aprire una sua propria bottega dove iniziò a lavorare con febbrile intensità, modellando statue sacre e bassorilievi di tema religioso.

Ben presto però, attratto dal presepio e rapito dal Mistero dell’Incarnazione divina, si dedicò quasi esclusivamente alla realizzazione di “pupi”, le statuine per presepio, che peraltro nelle sue mani diventano vere e proprie sculture in miniatura, perfette in ogni dettaglio, spesso modellato con punte di spillo. Lavorò tutto a mano, senza l’uso di stampi.

Già nel 1931, alla Fiera di S. Lucia di Lecce, ottenne il primo riconoscimento ufficiale vincendo il primo premio per il miglior presepio.

Scelse soggetti popolari, quanto mai vivi per atteggiamenti reali e gesti di grande poesia, come la Madonna che bacia teneramente il Bambino. Spesso si tratta di figure alte appena pochi millimetri, che solo con l’ausilio di una lente di ingrandimento (che lui peraltro non utilizzò mai nel suo lavoro) si possono apprezzare interamente nella perfezione dei lineamenti e dei dettagli (incredibili le dita staccate e perfettamente modellate nelle figure, alte meno di mezzo centimetro, della piccola grotta conservata al Museo).

Ottenne innumerevoli premi e riconoscimenti.

A soli 68 anni, scomparve il 7 agosto 1975, vittima di un incidente stradale mentre rientrava, in bicicletta, da Lecce a Dragoni di Lequile, dove viveva.

Gli venne dedicata una retrospettiva, dal 13 al 22 dicembre 1991, nel Castello Carlo V di Lecce, a cura di A.E. Foscarini e I. Laudisa, in occasione della quale fu ricordato in una monografia sul catalogo dal titolo “Una vita per il Presepio: Antonio Mazzeo (1907-1975)”.

 

 

 

 

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