Biografie artisti Italiani


Agnini Lino

Di origine pugliese, lavora in Veneto. Pitore e scultore, ha frequentato scuole d’arte, in particolare per la ceramica, arte in cui eccelle. Le sue figure non sono mai anonime ma fortemente caratterizzate, con i volti segnati dalla vita, ed i corpi tormentati, fissati in gesti e atteggiamenti  esasperati e drammatici. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti e sue opere sono conservate in importanti Musei (tra cui le Stanze ed i Musei Vaticani) e Cattedrali, tra cui quelle di Isernia, Loreto, Taranto e il Santuario di Greccio.


Ammanniti Ferdinando

Romano di Trastevere, squisito e raffinato pittore autodidatta, seppe esprimersi al meglio anche nelle scenografie. Ha curato l’allestimento di molti diorami esposti nel Museo e ne ha realizzato uno. Un suo Presepio è stato donato al S. Padre Paolo VI. 


Arte Barsanti

E’ un’antica e premiata fabbrica, fondata nel 1900 da Carmelo Barsanti che per primo avviò in Bagni di Lucca la produzione di statue in gesso alabastrino. Carmelo Barsanti, nato in Italia nel 1879, emigrò a Rhone, in Francia, dove si appassionò ai presepi della tradizione provenzale. Tornato in Italia attorno al 1900, seppe coniugare quanto appreso in Provenza con la tradizione degli stucchini della Lucchesia e della Garfagnana, dando vita a quel connubio che sarebbe stato alla base della grande diffusione popolare del presepio italiano.

A Bagni di Lucca Barsanti aprì un laboratorio di statue di gesso, specializzato in arte sacra e presepi. Quel laboratorio oggi è ancora lì, passato da una generazione ad un’altra, da Carmelo al figlio Fedele, da questi alla figlia Maria, e a suo marito Pierangelo Fiori, infine oggi nelle mani del loro figlio Simone. Una straordinaria bottega che ha ricevuto anche il riconoscimento ufficiale dall’Unione Europea.

Arte Barsanti è specializzata soprattutto in statue sacre, con un vastissimo assortimento di personaggi da presepio, realizzati con gli antichi stampi e quindi unici nel loro genere: è forse l’unica fabbrica a non aver ceduto alla facile tentazione di produrre in resina le proprie opere, preferendo rimanere fedele all’uso del gesso. 


Bardi Anna

Romana, delicata pittrice, raffinata intarsiatrice e scultrice di doti non comuni. Le sue statue sono in terracotta rivestite con stoffe colorate e drappeggiate fuori dai canoni barocchi. Spesso sono composte in gruppi autonomi che non necessitano di scenografie.


Biondo Paolo

Nato a Caltagirone, ha iniziato a modellare l’argilla presso importanti botteghe artigiane. Valente continuatore della tradizione calatina che fin dal XVIII secolo si è caratterizzata per le splendide figure in terracotta caratterizzate da intenso realismo, Biondo ha saputo raffinare sempre più la tecnica distinguendosi anche per l’originalità di atteggiamenti e la dettagliata colorazione. Sue opere sono esposte nei principali musei del settore e animano numerosi presepi in Italia e nel mondo. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti partecipando a prestigiose manifestazioni artistiche.


Bombelli Pier Luigi

Eminente figura di rilievo internazionale di maestro presepista, studioso e storico del presepio, collezionista, attivamente impegnato anche nell’organizzazione del movimento presepistico italiano e internazionale, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

Pier Luigi Bombelli è nato e risiede a Sergnano, in Lombardia, in provincia di Cremona. 

Si è formato come presepista alla scuola di Claudio Mattei di Ponte San Pietro (Bergamo) e si è perfezionato in seguito grazie ad Antonio Pigozzi (sul canale Youtube dell’AIAP potete vedere un loro corso).ed ai maestri catalani del gruppo di Francesco Romagosa. 

Iscritto all’Associazione Italiana Amici del Presepio dal 1988, si è distinto presto per la cura nei dettagli ed il particolare taglio visuale delle sue creazioni.

Presepi da lui realizzati sono stati acquisiti da varie strutture museali che le espongono in mostra permanente e le utilizzano per mostre temporanee, anche fuori sede, in Italia e all’estero (ad esempio a Santo Domingo, Malta e Krippana).

Ha sviluppato una particolare sensibilità intimistica per le scene di interni, ricostruendo fedelmente spazi della tradizione popolare rurale della campagna cremasca o delle valli bergamasche.

Cura in modo particolare la scelta delle statue intessendo rapporti diretti con i migliori scultori, soprattutto italiani e spagnoli, e facendo spesso realizzare pezzi unici su suo disegno.

Sue opere trovano ogni anno collocazione nelle maggiori mostre presepistiche che si allestiscono in tutta Italia (Verona, Milano, Firenze, Siena, Castelli Calepio, Lecce, Tolentino, Groppello d’Adda, Modena, Galliate, Gazzano, Penne, Roma, Reggio Calabria, Giarre, ecc.), ricevendo unanimi consensi dagli organizzatori e dal pubblico. La maggior parte delle sue creazioni sono state pubblicate sui periodici presepistici italiani e spagnoli.

Ha partecipato all’allestimento di diorami presepistici presso vari Musei, tra i quali il “Krippana” di Büllingen (Belgio, 1989) ed il Krippen-Museum di Dornbirn (Austria, 2005). 

Nel 1998 è stato vincitore del primo premio al concorso internazionale presepistico “Begarelli” di Modena.

Ha curato l’allestimento di numerose mostre, l’ultima delle quali a Ponte San Pietro (BG), nello scorso Natale, in cui ha esposto gran parte della sua ricca e preziosa collezione di presepi di carta, raccolti in molti anni di attenta ricerca condotta con cura e passione.

Validissimo “maestro presepista”, ha illustrato, con semplicità e chiarezza, le sue tecniche e condiviso le sue conoscenze in numerosi corsi, tenuti spesso in coppia con Antonio Pigozzi, sia in Italia che all’estero.

Profondo conoscitore del Presepio, di cui ha approfondito lo studio della storia, dei suoi interpreti, nonchè del suo significato religioso e simbolico, ha tenuto spesso conferenze sul tema, sempre apprezzate per l’esposizione esaustiva quanto accattivante e coinvolgente.

Ha scritto numerosi articoli, pubblicati su cataloghi e sulle principali riviste del settore (e in particolare su “Il Presepio”, rivista dell’Associazione Italiana Amici del Presepio) sulla storia del presepio, su alcuni presepi storici, sulle principali tecniche, nonché curato dettagliati reportage su manifestazioni, musei e mostre in Italia e all’estero. Ricordiamo anche il suo libro del 2015, ormai già introvabile, “Presepi di carta”, scritto con la moglie Emanuela Carpani, e che colma una evidente lacuna su questo genere presepistico.

Dal 1989 al 2000 è stato consigliere del Museo del Presepio di Brembo di Dalmine (Bergamo).

Dal 2005 al 2014 è stato Consigliere Nazionale dell’Associazione Italiana Amici del Presepio, con delega ai rapporti con le Sezioni, e collabora con il Presidente per i rapporti con l’Universalis Foederatio Praesepistica, partecipando attivamente alle riunioni della Federazione in cui ha avuto modo di portare un valido contributo, anche in virtù della sua lunga esperienza e profonda conoscenza del movimento presepistico non solo nazionale ma anche internazionale.

Già da qualche anno è impegnato in prima persona nell’organizzazione del XX Congresso Presepistico Internazionale che si terrà a Bergamo nel 2016 e del quale è stato uno dei principali promotori.

Durante l’Assemblea Generale del XX Congresso Un.Foe.Prae., nella sera del 21 ottobre 2016 a Bergamo, viene premiato con la massima onorificenza presepistica mondiale.

 

Il suo Presepio esposto nel Museo di Roma si intitola “Maternità” ed è ispirato al quadro “Le due madri” (1889) di Giovanni Segantini: si tratta di un’opera originale e suggestiva, che unisce la perfezione tecnica ad una profonda e sentita vena poetica.

 


Boselli Raffaele

Siciliano di nascita (il suo cognome, col quale venne conosciuto e apprezzato nella prima parte della sua vita artistica, era Pisello), segue la grande tradizione calatina del modellato. Gli studi d’arte e il suo desiderio prorompente di sperimentare e cimentarsi in sempre nuove esperienze lo portano a variegare i suoi campi d’interesse, raggiungendo risultati eccelsi nelle più svariate tecniche e padroneggiando con sicurezza ogni materiale. Scultore apprezzato, capace di esprimersi al meglio sia nell’ambito figurativo che nel non figurativo, ha esposto nella più prestigiose sedi e realizzato opere per numerose città e istituzioni.


Cenere Mario

L’ultimo figulinaio di Loano. I suoi macachi, semplici e coloratissime figure in terracotta, ricalcano quelle che venivano realizzate nel periodo autunnale dalle operaie delle manifatture ceramiche di Albisola.Ceneresi è impegnato a far rivivere una tradizione durata oltre un secolo e cessata con l’inizio del benessere economico.

Il termine macaco indica, in senso dispregiativo, qualcosa di malfatto, letteralmente “scimmia”: i macachi venivano denominati in questo modo perché si presentano all’apparenza brutti, poco definiti, solo abbozzati, in quanto l’abilità manuale delle figulinaie era molto limitata non essendo né scultrici né artigiane, ma semplici operaie che mettevano nel lavoro la loro passione e la loro ingenuità. Ad un’analisi meno superficiale e più approfondita, si scoprono in queste statue un mondo affascinante, un’umiltà disarmante, una poesia di rara bellezza.

Mario modellava la creta creando i personaggi originali con le proprie mani, staccandosi e divenendo in questo modo vero figulinaio di macachi, dal modellato semplice abbinato ad una colorazione vivace e un po’ naïf; la fantasia nei personaggi, nelle loro occupazioni, e l’allegra composizione dei gruppi, fanno dei Presepi di Mario un unicum nel panorama ligure.


Criscione Giuseppe

(Vallelunga Pratameno 1940 - 2013)

 

Giuseppe Criscione è stato uno dei maggiori interpreti dell’arte presepistica italiana. Siciliano, valente pittore ma soprattutto scultore noto in tutto il mondo, Criscione ha iniziato a lavorare nel 1964 nella sua bottega a Ragusa, ma era nato, nel 1940, a Vallelunga Pratameno, vicino Caltagirone, e può considerarsi il più abile e fedele continuatore della locale grande tradizione della scultura in terracotta, che data al XVIII secolo e che ebbe nei Bongiovanni-Vaccaro i massimi esponenti. Di questa scuola Criscione seppe cogliere il realismo minuzioso che ha caratterizzato tutte le sue creazioni, non solo presepistiche: gli abiti logori, i mille dettagli, la potenza espressiva dei volti, la naturalezza degli atteggiamenti, tutto contribuiva a rendere vive e palpitanti le sue statue. Criscione ha saputo conferire alle sue creazioni una evidente personalità di atteggiamenti tanto che le sue opere risultano assolutamente riconoscibili e originali.

Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, e le sue statue, che impreziosiscono tanti diorami che ogni anno possiamo ammirare nelle varie mostre, sono esposte in molti presepi permanenti e nei principali musei in tutto il mondo, compreso il nostro museo di Roma che conserva una serie di statue in terracotta naturale di straordinaria bellezza.

Criscione ha saputo coinvolgere nella sua attività il figlio Alberto, diventato anch’egli valente scultore: a lui è affidato ora il compito di continuare a far vivere la storica “bottega” di Piazzetta Tomei a Ragusa, rinnovando e tramandando l’arte paterna.

Si è spento nel novembre 2013.


Di Carlo Mario

Abruzzese di nascita e romano d’adozione, nato nel 1927, apprese l’arte del modellato nella bottega romana dello zio, plasticatore e modellatore, divenendo un autentico mago nell’uso del gesso. Collaborò alla realizzazione del grandioso plastico di Roma Imperiale tuttora esposto nel Museo della Civiltà Romana all’EUR, e lavorò alla scenografia di numerosi film, nell’epoca d’oro di Cinecittà, tra cuiCleopatra e Il tormento e l’estasi(fu una sua creazione il masso di –finto- marmo da cui Charlton Heston/Michelangelo ricaverà la Pietà). Fu abilissimo tanto nella riproduzione di ruderi (famosi i suoi capitelli) che di architetture popolari, ma seppe creare inimitabili e sorprendenti scenografie anche dal semplice cartone.Apprezzatissime le sue lezioni nei Corsi di Tecnica organizzati presso il Museo.


Grazioli  Tonino

Salentino, terra dove da tempo si è sviluppata una forte sensibilità verso il mondo del Presepio, Grazioli ha appreso la passione per il Presepiodai suoi genitori, ed in particolare dal papà, abile puparo che gli ha trasmesso ed insegnato sin da bambino l’arte della terracotta. Dice Grazioli: “La voglia di provare ed aprirsi a nuove soluzioni artistiche mi ha portato a misurarmi con dimensioni piccolissime”. Parlare di miniature può essere riduttivo visto che egli riesce, anche senza l’ausilio di qualsiasi apparecchiatura ottica, a plasmare con un dettaglio particolarmente marcato e definito statue alte poche millimetri.Queste statuine di alta qualità vengono modellate usando degli spilli e pochi altri attrezzi che lo scultore ha saputo costruirsi per la propria necessità. Grazioli non si limita alle statue: egli realizza anche dei minuscoli, straordinari diorami scenografici che prendono posto all’interno di mezzo guscio di noce oppure in una conchiglia in madreperla o ancora nelle cipolle di vecchi orologi da tasca, realizzando come per una grande scenografia un proscenio, due o tre quinte ed il panorama come fondale, sfruttando sapientemente gli accorgimenti prospettici. Pur lavorando in queste dimensioni, Grazioli non tralascia il dettaglio: pecore, galli, colombe oppure particolari che la fantasia gli suggerisce diventano elementi della scenografia stessa, completandola e rendendola ancor più accattivante. Maestro ceramista, l’artista Tonino Grazioli ha frequentato l’istituto d’arte di Lecce verso la fine degli anni Sessanta.


Griffo Gregorio

Più noto come “Bruno”, vive e lavora a Penne (PE), partecipando attivamente alle attività della nostra Sede Periferica locale. I nostri soci lo hanno conosciuto e apprezzato in occasione del Convegno Nazionale 2011, in cui si sono visitate due splendide esposizioni organizzate appunto a Penne dalla Sede, in cui erano esposti anche alcuni suoi Presepi. In quell’occasione, Griffo realizzò anche tutte le decorazioni e gli stemmi che arricchivano l’ambiente della mostra. Anche queste realizzazioni decorative, in cui si è specializzato, sono scolpite in polistirene, e lasciano esterrefatti per la ricchezza di fregi e ricami che sembrano impossibili da ottenere nel materiale da lui usato: un esempio ne è lo stemma associativo, che ha donato al Museo, come il diorama qui riprodotto, e che è stato rielaborato ponendo simbolicamente l’Associazione sotto la “protezione” del Cupolone di S. Pietro.

Il suo stile artistico, ricco di sentimenti profondi, raffinati e di una mano elegante, esprime, senza fronzoli e senza pseudofilosofia, descrizioni figurative bibliche, avvenimenti storici, rappresentazioni monumentali con fregi e particolari di grande bellezza. Le sue realizzazioni scenografiche sono sempre in polistirolo o polistirene, che nelle sue mani si trasformano in libro sul quale esprimere racconti, sentimenti, realtà, diventano materiali parlanti. Anche l’uso del colore è ridotto al minimo, affidando Griffo la decorazione finale soprattutto ad una semplice spolverata di sabbia che conferisce alle rocce un effetto realistico quanto incisivo.

Una caratteristica, forse la principale, dell’opera di Griffo è proprio quella di privilegiare il sentimento (certo non a scapito della tecnica, che pure c’è ed è sapiente): mai banale, si direbbe che Gregorio mette mano ad un lavoro solo quando sa di poter dire qualcosa di nuovo e di diverso, e soprattutto solo quando è certo di poter affidare al polistirolo un messaggio capace di trasmettere emozioni, capace di far riflettere.

 

 


Mattia Renato

“Romano de Roma”, Renato nacque nel 1930 a “Borgo”, il pittoresco quartiere oggi in gran parte scomparso a seguito delle demolizioni attuate per la costruzione di Via della Conciliazione, la grande strada che conduce da Castel S. Angelo a S. Pietro.

Era figlio di un abile plasticatore e mosaicista della celebre scuola vaticana e fratello di Mario, insieme al quale fu tra i fondatori dell’Associazione Italiana Amici del Presepio. Mario, anche lui abilissimo presepista, in seguito diventerà Presidente dell’Associazione Italiana Amici del Presepio.

Profondo conoscitore del colore e abilissimo nell’uso dell’illuminazione e della prospettiva, Renato, con il fratello Mario, nel 1947 “inventò”, nella Parrocchia di Santa Maria in Via, un nuovo “stile” di Presepio romano, che soppiantò nel tempo le tradizionali grotte e stalle in sughero che caratterizzavano le rappresentazioni della Natività in uso nelle famiglie romane.  

Forse perché impregnato dall’aria di “romanità” che certamente si respirava in Borgo, Renato iniziò a riprodurre nel presepio angoli di quella Roma a cavallo tra fine ‘800 e primi ‘900, ispirandosi agli acquerelli del pittore di origine austriaca Ettore Roesler Franz, attivo nella Capitale tra i due secoli, che immortalò in una serie infinita di quadri e disegni gli angoli più caratteristici della città, opere che oggi costituiscono una sorprendente e preziosa documentazione di una Roma ormai scomparsa (infatti la sua opera è complessivamente conosciuta come “Roma sparita”).

La sua intuizione ebbe un successo forse imprevisto e imprevedibile, tanto che oggi a Roma il presepio “è” quello ambientato nella città di fine Ottocento. A Santa Maria in Via, oggi sede della Sezione romana dell’Associazione Italiana Amici del Presepio, intitolata a Mario Mattia, dalla sua scomparsa avvenuta tre anni fa, la tradizione continua e ogni anno vengono riprodotti scorci sempre diversi, ricostruiti dopo un attento e approfondito studio iconografico, architettonico e sugli usi e costumi dell’epoca.  

 

Renato Mattia scomparve, purtroppo prematuramente, nel 1978.


Mazzeo Antonio

Fu tra i migliori esponenti della nobile scuola della cartapesta leccese. Dell’inizio del ‘900, seppe tramandare una tradizione che tuttora si perpetua, caratterizzando le sue figure con una lavorazione fine e preziosa e nel contempo riuscendo a conferire ad ognuna di esse un’anima, la calda umanità della gente d’ogni giorno. Fu abile sia nella lavorazione della cartapesta che della creta e modellò figure di tutte le dimensioni, anche microscopiche.

Il “Cavaliere del Presepio”, come ebbe a definirlo Rossella Barletta nella commemorazione fattane su “La Tribuna del Salento” del 16 dicembre 1975, nacque il 16 giugno 1907 a Lizzanello (Lecce), e si appassionò sin da bambino all’arte della scultura tanto che il padre, possidente, lo iscrisse alla Scuola d’Arte di Lecce, dove condusse gli studi con passione e dedizione. Crebbe alla scuola di Sacquegna e Guacci, tra i maggiori esponenti dell’arte della cartapesta leccese, prima di aprire una sua propria bottega dove iniziò a lavorare con febbrile intensità, modellando statue sacre e bassorilievi di tema religioso.

Ben presto però, attratto dal presepio e rapito dal Mistero dell’Incarnazione divina, si dedicò quasi esclusivamente alla realizzazione di “pupi”, le statuine per presepio, che peraltro nelle sue mani diventano vere e proprie sculture in miniatura, perfette in ogni dettaglio, spesso modellato con punte di spillo. Lavorò tutto a mano, senza l’uso di stampi.

Già nel 1931, alla Fiera di S. Lucia di Lecce, ottenne il primo riconoscimento ufficiale vincendo il primo premio per il miglior presepio.

Scelse soggetti popolari, quanto mai vivi per atteggiamenti reali e gesti di grande poesia, come la Madonna che bacia teneramente il Bambino. Spesso si tratta di figure alte appena pochi millimetri, che solo con l’ausilio di una lente di ingrandimento (che lui peraltro non utilizzò mai nel suo lavoro) si possono apprezzare interamente nella perfezione dei lineamenti e dei dettagli (incredibili le dita staccate e perfettamente modellate nelle figure, alte meno di mezzo centimetro, della piccola grotta conservata al Museo).

Ottenne innumerevoli premi e riconoscimenti.

A soli 68 anni, scomparve il 7 agosto 1975, vittima di un incidente stradale mentre rientrava, in bicicletta, da Lecce a Dragoni di Lequile, dove viveva.

Gli venne dedicata una retrospettiva, dal 13 al 22 dicembre 1991, nel Castello Carlo V di Lecce, a cura di A.E. Foscarini e I. Laudisa, in occasione della quale fu ricordato in una monografia sul catalogo dal titolo “Una vita per il Presepio: Antonio Mazzeo (1907-1975)”.  


Minutolo Raffaele

Scultore e pittore, maestro nelle miniature, “mago” del DAS, ricco d’estro e inventiva, originale nelle sue creazioni sempre ricche di fascino e poesia: queste potremmo indicare tra le principali caratteristiche di questa grande figura di uomo e artista. Nella sua infanzia e giovinezza, molto travagliate (è nativo di Porto Said, in Egitto, e la sua famiglia a più riprese ha dovuto abbandonare tutto a causa delle ripetute guerre) ha seguito studi artistici. Dal 1955 vive ad Anzio e dal 1970 si è dedicato al presepio, realizzando pregevoli scenografie (alcune delle quali conservate nel Museo del Presepio di Villanova di Modena, purtroppo chiuso da alcuni anni) ma facendosi soprattutto apprezzare per l’abilità di modellatore: la creta, e soprattutto il DAS, la pasta da modellaggio che secca senza cottura, nelle sue mani si piegano ad ogni suo volere e le sue creazioni sono di squisita fattura e di sorprendente realismo, come testimoniano i due banchi da mercato conservati nel Museo. Assiduamente presente come insegnante, negli anni ’70, ai corsi di tecnica presso la sede nazionale a Roma, dopo un lungo periodo di assenza dalle… “scene” presepistiche per problemi di lavoro e famiglia, è recentemente tornato ad occuparsi a tempo pieno di Presepi grazie allo stimolo fornitogli dalla Sede AIAP di Nettuno, che lo ha coinvolto nelle sue attività: dopo tanti anni di inattività, e malgrado le sue… non poche primavere, Minutolo si è immerso nella vita della sede con entusiasmo giovanile, in poco tempo riprendendo, come si dice, “la mano” e realizzando nuovi lavori e tornando ad insegnare con generosità e coinvolgente passione la sua arte.    


Narracci Francesco

Nato a Conversano (BA), Narracci, appresa l’arte della scultura dal padre, si è presto imposto come uno dei migliori plasticatori in terracotta, creando una bottega artigiana e dando vita a statue di pregevolissima fattura, ambite dai collezionisti e, per la sua capacità di interpretare al meglio i desiderata dei committenti, inserite in numerosissimi presepi in Italia e nel mondo.

OriginalHeide

La ditta HEIDE, è un’impresa familiare con sede a Pontives (Ortisei) nella Val Gardena, valle nota per le sue sculture in legno. La ditta è stata creata nel 1970 dallo scultore Heinrich Demetz che, dopo tutti i tradizionali tirocini presso vari maestri del settore, ha raggiunto il titolo di maestro scultore. La ditta è a gestione familiare: Heinrich scolpisce le statue che vengono dipinte da una delle figlie e vestite dalla moglie e dall’altra figlia, mentre il figlio scolpisce le figure di animali.

Le loro creazioni sono esclusivamente in legno e la loro specialità sono i presepi “vestiti” con le articolazioni movibili, creati in tutte le misure e variazioni, e recentemente caratterizzate da una preziosa colorazione chiaroscurata. Questi presepi si possono trovare esposti in tutto il mondo.


Pesa Giuseppe

Calabrese di Seminara, fu ultimo erede di una bottega artigiana (nato nel 1901, crebbe alla scuola del nonno e del padre) e portò avanti la nobile tradizione della scultura calabra in terracotta. Non volle mai utilizzare stampi e caratterizzò le sue figure con un’attenta pittura lucida ad olio.Può considerarsi l’ultimo grande “pastoraro” calabrese.


Piscopo Antonio

Appassionato del presepio sin dall’infanzia, da buon napoletano ha dato vita a spettacolari scenografie in sughero, sovente arricchite da effetti “speciali”, facilitato in questo dalla sua attività di tecnico elettronico. In seguito il suo interesse è stato attratto dal modellato, raggiungendo l’eccellenza nella lavorazione della porcellana. Le sue creazioni hanno sempre un tocco di originalità e col tempo, affinando la tecnica, Piscopo ha affidato alle sue creazioni messaggi che lo spettatore è chiamato a decriptare dai numerosi richiami simbolici inseriti nei suoi presepi.


Rumolo Mario

Napoletano, iniziato dal padre sin dall’infanzia all’arte del presepio, come pochi altri sa creare “pastori” fedelissimi agli originali settecenteschi, montando, atteggiando e vestendo i pezzi scolpiti dai migliori maestri napoletani con rara perizia e attenta cura nella scelta delle stoffe, ricercate con maniacale attenzione. Abilissimo anche nella realizzazioine degli “argenti”: dalle sue mani sono usciti preziosi e raffinati monili, finimenti per il corteo dei Magi, armi varie, manici per bastoni, fino ai minuscoli bottoni, tutto in argento vero e antichizzato.


Salemi Enico

Messinese, si appassiona all’arte nello studio del padre, docente di materie artistiche e pittore. Si dedica in particolare alla scultura e si esprime al meglio con l’argilla, dando vita anche a intense e originali Natività. Partecipa a numerose mostre collettive riscuotendo unanimi apprezzamenti.


Scarlatella Francesco

Da diverse generazioni la famiglia d’arte Scarlatella, attraverso le ceramiche e le terrecotte, ha guadagnato riconoscimenti e apprezzamenti sia in Europa che in America. Francesco è esponente dello stile tradizionale della Scuola siciliana del ‘700 che a Caltagirone ebbe come insigne maestro il Vaccaro.I suoi Presepi sono modellati rigorosamente in terracotta, spesso lasciata al naturale.

Poliedriche sono le sue creazioni: fantasia e duttilità lo aiutano a creare opere sempre diverse.Due Presepi dell’artista sono stati donati al Santo Padre e sono esposti nei Musei Vaticani, altri figurano nei Musei di Lione, Merano, Barcellona, Assisi, Dalmine e in collezioni private di varie località, anche negli Stati Uniti, in Germania ed in Francia.


Serra Efisio

L'arte della famiglia Serra nasce ad Oristano alla fine degli anni Cinquanta dall'estro di Efisio Serra (padre di Giampaolo, che attualmente ne prosegue il lavoro) che, affascinato dalle trasformazioni naturali della ferula, pensò di ricavarne figure per il presepio. La ferula (ferula communis) è una pianta erbacea perenne a fusto alto che secca nel periodo estivo, è presente in tutta la Sardegna e soprattutto nelle zone litoranee ed in collina. La tecnica di lavorazione è un'operazione laboriosa che esalta la manualità e la fantasia dell'artigiano attraverso la costruzione minuziosa e paziente di ogni singolo pezzo che risulta unico e diverso da ogni altro.

Opere di Efisio Serra sono in esposizione permanente in diversi musei, in Italia e all'estero.


Scrivani Giuseppe

Nato a Genova, è un appassionato di arte plastica e ricercatore di documenti e figure dell’antico Presepio genovese, dei quali è anche collezionista. Dal 1978 si dedica anche alla creazione di Presepi in terracotta monocroma e policroma e di personaggi tipici e tradizionali. Ha esposto in rassegne personali presso diverse gallerie di Genova, Arenzano, Piacenza, Napoli. Di lui hanno scritto diversi giornalisti e critici. Scrivani, con i suoi Presepi di ceramica, propone una rilettura della tradizione in una dimensione di fruizione dell’oggetto d’arte: tale rapporto non è mai vincolato a un tempo o a una situazione particolare ma è possibile sempre, quando il Presepe diventa fulcro di interessi culturali, storici e di esigenze estetiche. Iscritto all’Associazione Italiana Amici del Presepio da quasi quarant’anni, Giuseppe Scrivani (poiché, come dice lui, la passione non tramonta) continua a realizzare deliziosi Presepi, piccole opere in terracotta da cui traspare tutto l’amore per la sua terra. Ma Scrivani non si limita a questo: infatti intrattiene rapporti con gli altri presepisti liguri e si impegna affinché non vengano dimenticate le “figurinaie” albisolesi, le straordinarie artigiane (e forse anche artiste, senza saperlo) che iniziarono una scuola che ha dato grandi figure di maestri presepisti, quali il mitico “Baciccia”, e che oggi è più viva che mai e meriterebbe una maggiore attenzione.


Steinberg Marga

Nata a Düsseldorf (Germania) nel 1893 e morta a Firenze nel 1955, nata da una famiglia rigidamente ebraica, studiò arte a Monaco e divenne pittrice. A seguito delle persecuzioni razziali naziste, la famiglia riparò in Italia e in seguito Marga abbracciò con convinzione la fede cattolica (una sua figlia divenne suora). Modellò il suo primo presepio durante l’occupazione nazista in Italia, e in seguito volle modellarne un secondo, più grande, composto da varie scene (Adorazione dei pastori e Corteo dei Magi davanti ad Erode) al quale lavorò per oltre quindici anni, fino a pochi mesi prima della sua morte. Modellò le teste e gli arti in plastilina, ricavandone in seguito un calco in gesso in cui colò cera colorata. Montò i modelli così ottenuti su un’anima di legno e fil di ferro e vestì le figure con perizia, arricchendole con passamanerie e inserti in velluto e damaschi. Usò seta e lana per i capelli. Il presepio venne esposto in molte prestigiose sedi, a Firenze (San Miniato, San Lorenzo, Orsanmichele), a Milano e a Lugano ein seguito venne donatoal Museo, nel 1987, dalla figlia, Suor Gertrude Bertha Steinberg.